Il nostro “core business”, di fatto, sono le persone. Come ente pubblico vogliamo crescere insieme alla nostra comunità, e il welfare è un supporto essenziale per dare risposta e soddisfazione ai bisogni di ciascuno.
Enrica Toselli, Ufficio sviluppo e benessere organizzativo, Università del Piemonte Orientale (UPO)
Un ateneo policentrico, motore del territorio.
Siamo l'Università del Piemonte Orientale, istituita nel 1998, grazie anche al supporto degli enti locali, con l'obiettivo di dotare il territorio del Piemonte Orientale di un sistema generatore di alta formazione. Siamo nati come ateneo policentrico, distribuito nei tre poli di Alessandria, Novara e Vercelli.
In questi anni UPO è cresciuta fino a diventare un'università di successo, con un ottimo posizionamento nel ranking nazionale: siamo un vero e proprio motore del territorio, capace di generare un impatto economico importante e di supportare l'aumento occupazionale e reddituale.
C'è un dato a cui teniamo in modo particolare, che ci racconta perfettamente: il 76% di chi si laurea qui proviene da famiglie in cui il loro è il primo titolo universitario. Siamo, in questo senso, un potente ascensore sociale, ed è una responsabilità che sentiamo anche nel modo in cui trattiamo le persone che lavorano ogni giorno con noi.
Un welfare pensato per il personale tecnico, amministrativo e bibliotecario.
La nostra partnership con Epassi nasce nel 2018, con un obiettivo preciso: migliorare il sistema di welfare rivolto al personale tecnico, amministrativo e bibliotecario del nostro ateneo.
Fin dall'inizio eravamo consapevoli che non dovesse trattarsi semplicemente di un supporto economico. Volevamo integrare il welfare con i bisogni reali delle persone, attraverso un sistema completo e strutturato, capace di dare risposte capillari e differenziate a una platea multiforme ed eterogenea come quella del nostro personale, che si differenzia non solo per fasce d'età, ma per interessi e necessità.
Integrare le capacità di spesa dove il contratto nazionale non arriva.
Operando come pubblica amministrazione, siamo vincolati da contratti nazionali che non consentono all'amministrazione di ateneo di decidere in autonomia incrementi stipendiali per il proprio personale.
La sfida è stata quindi valorizzare il welfare come strumento con cui far fronte a questo vincolo: un modo per integrare, almeno in parte, le capacità di spesa economica delle persone a cui il welfare è rivolto, dando concretezza a un impegno che i soli meccanismi contrattuali non ci avrebbero permesso di esprimere.
Una scelta pensata, per dare valore pubblico al credito welfare.
Affidarci a Epassi è stata una scelta pensata, ragionata e mirata. Già prima del 2018 avevamo valutato diverse ipotesi per supportare il personale, ma l'incontro con Epassi è stato per noi decisivo: ci ha aperto una visione diversa da quella di un'amministrazione che offre possibilità di spesa in settori predefiniti e chiusi.
Grazie al portale, possiamo oggi offrire alle persone la possibilità di spendere il credito welfare secondo le proprie esigenze personali, diverse e molteplici, scegliendo tra categorie merceologiche come strutture sanitarie, palestre e attività economiche radicate nel tessuto territoriale locale dove hanno sede i nostri poli. Questo aspetto per noi conta molto: ci consente di dare concretezza al valore che una pubblica amministrazione deve perseguire, facendo circolare il credito welfare direttamente sui territori di Alessandria, Novara e Vercelli.
Una percezione che cresce anno dopo anno.
Ogni anno raccogliamo un feedback dal personale tecnico, amministrativo e bibliotecario sul progetto welfare, e ogni anno cresce la percezione positiva del portale.
Se all'inizio c'era più difficoltà nell'utilizzo, oggi più del 90% dei fondi stanziati dall'ateneo viene utilizzato dal personale. È un dato che ci rende molto felici, perché è inutile stanziare risorse per il welfare se poi le persone non le usano.
Un elemento certamente importante è il supporto costante di Epassi anche sul piano gestionale e fiscale del piano welfare: competenza, affidabilità e presenza in ogni momento dell'attività, non solo nella fase di avvio.
Come detto, oltre il 90% dei fondi welfare stanziati viene utilizzato.
È il numero che per noi racconta più di ogni altro l'impatto concreto del progetto: oltre il 90% dei fondi che l'ateneo stanzia ogni anno per il welfare viene effettivamente utilizzato dal personale tecnico, amministrativo e bibliotecario.
Consolidare il welfare come leva di attrattività e retention.
Il nostro obiettivo è consolidare sempre di più il welfare come strumento di supporto in ogni fase della vita personale e lavorativa dei nostri colleghi. Vogliamo investire ulteriormente in questo ambito, sia per incrementare l'attrattività di UPO verso l'esterno, sia per rafforzare la retention delle persone che già operano nel nostro ateneo, dando la percezione concreta di quanto la governance tenga al proprio personale.
Come pubblica amministrazione, abbiamo (anche) un ruolo sociale: il nostro “core business” sono le persone, sia gli studenti sia chi lavora ogni giorno con noi. Vogliamo evolvere insieme alla nostra comunità e continuare a dare la possibilità di soddisfare la pluralità di bisogni manifestati dal personale in servizio in UPO.