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Facile.it: un welfare semplice che crea valore condiviso

Scritto da Epassi Italia | Apr 13, 2026 2:52:37 PM

“Il nostro obiettivo era dare alle persone un welfare finalmente semplice, accessibile e utile davvero. Quando la complessità viene organizzata bene, può diventare un’esperienza migliore per tutti.”

Federica Zaino,
People Administration Manager

L’azienda

Una crescita veloce, digitale e sempre più articolata

Facile.it è una realtà giovane, dinamica, con una forte vocazione all’innovazione. La dimensione digitale fa parte del nostro modo di lavorare fin dall’inizio e orienta sia il rapporto con il mercato sia il modo in cui immaginiamo l’esperienza delle persone all’interno dell’azienda. Nel tempo questa identità si è consolidata attraverso un percorso di crescita importante, reso ancora più intenso da diverse operazioni di M&A che hanno ampliato il perimetro dell’organizzazione e portato all’incontro tra storie, abitudini e assetti differenti.

Questo sviluppo ha generato una popolazione aziendale sempre più eterogenea. In un contesto del genere, ogni scelta legata alle persone acquista maggiore complessità, perché deve tenere insieme sensibilità diverse, aspettative differenti e cornici contrattuali non sempre omogenee. Proprio per questo il tema del welfare ha assunto per noi un valore strategico: non come semplice insieme di benefit, ma come leva concreta per costruire coerenza, semplificazione e qualità dell’esperienza interna.

Il contesto

Una base frammentata che chiedeva ordine, visione e armonizzazione

Prima dell’avvio del progetto welfare, ci muovevamo in uno scenario molto frammentato. Le soluzioni presenti erano il risultato di stratificazioni successive, nate anche per rispondere agli obblighi dei diversi CCNL e alle esigenze specifiche delle varie realtà confluite nel gruppo. Il quadro complessivo restituiva quindi un sistema poco uniforme, in cui il valore dei benefit rischiava di disperdersi dentro regole, eccezioni e differenze difficili da leggere.

Questa frammentazione produceva un doppio effetto. Da una parte rendeva più complessa la gestione interna, soprattutto per un team HR chiamato a governare processi amministrativi articolati in una fase di forte evoluzione aziendale. Dall’altra parte indeboliva l’esperienza delle persone, che si trovavano davanti a un welfare percepito come disomogeneo e poco immediato. In uno scenario così, il bisogno principale era costruire una cornice più chiara e più coerente, capace di restituire al welfare il suo significato concreto nella vita professionale quotidiana.

La sfida

Portare semplicità dove c’era complessità

La sfida che avevamo davanti riguardava anzitutto la trasformazione di questa complessità in un’opportunità. Il punto non era solo mettere ordine, ma far sì che il welfare diventasse uno strumento capace di accompagnare davvero le persone, rendendo più semplice ciò che fino a quel momento era apparso frammentato, dispersivo e poco soddisfacente.

Per noi era essenziale offrire un servizio intuitivo, accessibile e facilmente fruibile, capace di adattarsi a bisogni molto diversi senza perdere chiarezza. Allo stesso tempo cercavamo un sistema che sapesse garantire un supporto reale, con un’assistenza presente e affidabile, perché la qualità dell’esperienza passa anche dalla possibilità di sentirsi accompagnati quando serve. A questo si aggiungeva una necessità organizzativa molto concreta: alleggerire e semplificare i flussi amministrativi interni, così da consentire al team HR di lavorare con maggiore fluidità e controllo in un momento di forte trasformazione.

L’azione

La scelta di una piattaforma unica e di un partner capace di evolvere

Per affrontare questa sfida abbiamo cercato una piattaforma welfare unica, capace di raccogliere in un solo ambiente un’offerta ricca, varia e abbastanza flessibile da dialogare con i diversi stili di vita presenti in azienda. Avevamo bisogno di uno strumento che sapesse tenere insieme ampiezza dell’offerta, semplicità di utilizzo e capacità di adattamento, perché solo questo equilibrio poteva generare un cambiamento percepibile.

In Epassi Italia abbiamo riconosciuto fin da subito la competenza specialistica sul welfare che cercavamo, insieme a un approccio aperto all’evoluzione digitale del prodotto. Questo aspetto ha avuto un peso importante nella nostra scelta. Cercavamo un partner in grado di rispondere al presente, ma anche di accompagnarci nel futuro, con una visione capace di far crescere la piattaforma insieme ai bisogni dell’azienda e delle persone. La costruzione del progetto si è quindi sviluppata dentro questa logica: unificare, semplificare, migliorare l’esperienza e creare le condizioni per un welfare più leggibile, più usabile e più vicino alla quotidianità di chi lo utilizza.

La soluzione

Da un’esperienza criticata a un servizio percepito come utile

Il punto di partenza era delicato. La nostra precedente esperienza aveva generato molta insoddisfazione tra le persone, soprattutto su alcuni aspetti centrali dell’esperienza welfare. Pesavano l’assenza di servizi e beni considerati essenziali per utilizzare in modo davvero efficace i crediti welfare e una percezione negativa dell’assistenza clienti, ritenuta poco adeguata. In un contesto del genere, il primo passo necessario consisteva nel ricostruire fiducia.

Il cambiamento ha iniziato a diventare visibile quando le persone hanno potuto sperimentare una piattaforma più usabile, un supporto più presente e un paniere di offerta più aderente ai bisogni reali. Il valore del progetto si è manifestato proprio lì: nella possibilità di trasformare un tema vissuto con frustrazione in un’esperienza più lineare, più comprensibile e più utile. Per noi, questo passaggio ha segnato il vero successo dell’iniziativa, perché ha mostrato in modo concreto che il welfare può incidere sulla qualità del rapporto tra azienda e persone quando viene progettato con attenzione e coerenza.

KPI

Un +43% che racconta molto più di un dato

A meno di un anno dal lancio della piattaforma Eudaimon, la soddisfazione delle nostre persone rispetto ai servizi offerti è cresciuta in media del 43% rispetto all’anno precedente. Il dato riguarda tre elementi decisivi: l’usabilità della piattaforma, la qualità dell’assistenza clienti e il paniere dell’offerta disponibile.

Per noi questo numero ha rappresentato molto più di una performance. Ha reso evidente che l’intervento aveva intercettato i nodi giusti e che la direzione scelta stava producendo un miglioramento reale nella percezione delle persone. Quando un progetto welfare riesce a cambiare il modo in cui viene vissuto quotidianamente, il KPI smette di essere una metrica isolata e diventa una prova concreta di efficacia.

Il futuro

Verso una cultura del benessere più matura e condivisa

Guardando avanti, vogliamo continuare a investire nella costruzione di una cultura aziendale del benessere sempre più uniforme, consapevole e condivisa. Il welfare, per esprimere davvero il suo potenziale, ha bisogno di essere percepito come parte integrante dell’esperienza lavorativa e non come un insieme di opportunità accessorie. Per questo il prossimo passaggio riguarda anche un cambiamento culturale: aiutare le persone a riconoscere il valore pieno degli strumenti a loro disposizione.

La direzione che immaginiamo punta a un’evoluzione dai fringe benefit a un ecosistema di flexible benefit più maturo, più ricco e più coerente con la varietà dei bisogni presenti in azienda. In questo percorso sarà fondamentale poter contare su un partner che continui a investire in innovazione, qualità dell’esperienza e semplicità di accesso ai servizi. Il welfare, nella nostra visione, resta un cantiere aperto: uno spazio da far crescere nel tempo, con l’obiettivo di renderlo ogni giorno più vicino alle persone e più capace di generare valore condiviso.