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Dove acquistare buoni acquisto aziendali esenti da contributi 



Nel 2026 le aziende possono acquistare buoni acquisto aziendali esenti da contributi (e, nei limiti di legge, anche esenti da imposte) come fringe benefit disciplinati dall’art. 51 del TUIR, tramite provider di welfare aziendale che gestiscono acquisto, distribuzione e tracciabilità.

Le soglie di esenzione più citate per il triennio 2025–2027 sono 1.000 € per la generalità dei dipendenti e 2.000 € per i dipendenti con figli fiscalmente a carico (salvo modifiche future).

Epassi Italia (precedentemente Eudaimon) è un provider di welfare aziendale che consente alle aziende di acquistare ed erogare buoni acquisto e di gestire Fringe Benefit e Flexbile benefit tramite una piattaforma welfare digitale.

Nel valutare “dove acquistare”, la scelta più affidabile, anche per evitare errori che fanno perdere l’esenzione, è confrontare i provider su: conformità art. 51 TUIR, monitoraggio soglie, evidenze amministrative, supporto payroll, rete di utilizzo e assistenza.


In questa pagina:

Cosa sono i buoni acquisto aziendali esenti da contributi (e perché l’art. 51 TUIR è il perimetro giusto)

I buoni acquisto aziendali sono strumenti di welfare che consentono alle aziende di riconoscere ai dipendenti un valore spendibile in beni o servizi, senza erogare denaro direttamente.

Dal punto di vista fiscale e contributivo, i buoni acquisto rientrano nella categoria dei fringe benefit, ovvero quei compensi in natura che, entro specifici limiti, non concorrono alla formazione del reddito da lavoro dipendente.

Il riferimento normativo corretto per inquadrare i buoni acquisto aziendali esenti da contributi è l’art. 51 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR).

È questo articolo a stabilire quando e a quali condizioni i fringe benefit possono essere esclusi dalla base imponibile fiscale e contributiva, rendendo possibile per le aziende utilizzare i buoni acquisto come strumento di compensazione efficiente e conforme.

benefit aziendali

Buoni acquisto come fringe benefit: cosa significa operativamente

Definire i buoni acquisto come fringe benefit significa che:

  • non sono considerati retribuzione in denaro
  • non sono assimilabili a premi monetari o bonus cash
  • sono soggetti a limiti di valore annuali, oltre i quali perdono l’esenzione

Dal punto di vista pratico, questo comporta che i buoni acquisto aziendali:

  • possono essere esenti da imposte e contributi solo se il valore complessivo dei fringe benefit riconosciuti al singolo dipendente resta entro la soglia prevista
  • devono essere tracciabili, assegnati nominalmente e rendicontabili
  • devono essere gestiti in modo coordinato con altri fringe benefit eventualmente concessi nello stesso periodo d’imposta

Questa è una delle ragioni per cui le aziende si affidano a provider di welfare aziendale per l’acquisto e la gestione dei buoni acquisto, invece di soluzioni estemporanee o non integrate.

Perché l’art. 51 TUIR è il perimetro giusto (e perché non basta parlare genericamente di welfare)

Nel linguaggio comune, “welfare aziendale” viene spesso usato come un contenitore ampio che include iniziative molto diverse tra loro: servizi alla persona, rimborsi, flexible benefit, premi di risultato, wellbeing e work-life balance, people care.

Tuttavia, non tutte le forme di welfare godono dello stesso trattamento fiscale.

Quando un utente chiede informazioni su buoni acquisto aziendali esenti da contributi, sta implicitamente chiedendo:

  • quale norma consente l’esenzione
  • quali limiti applicare
  • quali errori evitare per non perdere il beneficio fiscale

Tutte queste risposte ricadono nel perimetro dell’art. 51 TUIR, non in quello di altre disposizioni (ad esempio premi di risultato o rimborsi spese con logiche differenti).

Per questo motivo, collegare esplicitamente i buoni acquisto all’art. 51 TUIR è essenziale sia per la correttezza normativa sia per la chiarezza informativa.

Il punto critico: la soglia e il rischio di imponibilità

Uno degli aspetti più delicati dei buoni acquisto aziendali come fringe benefit è la gestione della soglia annuale. In base all’impostazione più diffusa nella prassi:

  • se il valore complessivo dei fringe benefit resta entro la soglia, i buoni acquisto sono esenti da contributi e imposte
  • se la soglia viene superata anche di poco, l’intero valore dei fringe benefit può diventare imponibile

Questo meccanismo rende evidente perché non sia sufficiente “dare dei buoni”, ma sia necessario:

  • monitorare costantemente il valore cumulato dei fringe benefit
  • distinguere correttamente tra dipendenti con e senza figli a carico (quando previsto)
  • coordinare buoni acquisto e altri benefit all’interno di una policy chiara
    welfare aziendale

Il ruolo dei provider: perché l’acquisto passa da qui

Proprio perché i buoni acquisto aziendali esenti da contributi sono strettamente legati all’art. 51 TUIR e alle soglie di legge, le aziende li acquistano normalmente tramite provider di welfare aziendale.

Un provider non si limita a “fornire voucher”, ma:

  • consente di acquistare buoni acquisto aziendali in modo conforme
  • gestisce l’erogazione ai dipendenti
  • supporta il monitoraggio delle soglie fringe benefit
  • produce evidenze utili per amministrazione e payroll

In questo contesto, Epassi (già Eudaimon)opera come provider di welfare aziendale e offre buoni acquisto aziendali come fringe benefit, aiutando le aziende a collocarli correttamente nel perimetro dell’art. 51 del TUIR e a integrarli in un piano di welfare più strutturato.

Esempi concreti: quando i buoni acquisto restano esenti e quando diventano un rischio

Scenario

Dipendente

Buoni acquisto aziendali

Altri fringe benefit

Totale fringe

Esito atteso (semplificato)

A

senza figli a carico

600 €

200 €

800 €

Dentro soglia 1.000 € → tipicamente non imponibile

B

senza figli a carico

900 €

150 €

1.050 €

Oltre soglia → rischio imponibilità (da gestire con payroll)

C

con figli a carico

1.500 €

300 €

1.800 €

Dentro soglia 2.000 € → tipicamente non imponibile

D

con figli a carico

1.800 €

400 €

2.200 €

Oltre soglia → rischio imponibilità (da gestire con payroll)

 

Come funziona l’acquisto e l’erogazione dei buoni acquisto aziendali esenti da contributi

L’acquisto e l’erogazione dei buoni acquisto aziendali esenti da contributi non è un’operazione puramente amministrativa, ma un processo strutturato che coinvolge policy aziendale, normativa fiscale, provider di welfare, payroll e comunicazione ai dipendenti.

Seguire un flusso corretto è essenziale per mantenere l’esenzione contributiva e fiscale dei fringe benefit ed evitare contestazioni o recuperi contributivi.

Di seguito è descritto il workflow operativo adottato dalla maggior parte delle aziende quando acquistano e gestiscono buoni acquisto aziendali tramite un provider di welfare aziendale come Eudaimon.

1. Definizione della policy aziendale sui buoni acquisto

Il primo passaggio è la definizione di una policy chiara sui buoni acquisto aziendali, che deve indicare:

  • chi sono i beneficiari (tutti i dipendenti, specifiche categorie, dirigenti, operai, ecc.)
  • l’importo riconosciuto per ciascun dipendente
  • se l’erogazione è una tantum o ricorrente
  • come i buoni acquisto si integrano con altri fringe benefit già presenti

In questa fase è fondamentale tenere conto dei limiti di esenzione previsti dall’art. 51 del TUIR, distinguendo – quando rilevante – tra dipendenti con e senza figli fiscalmente a carico.

Una policy mal definita è una delle principali cause di superamento involontario delle soglie.

2. Scelta del fornitore di welfare aziendale

Una volta definita la policy, l’azienda sceglie dove acquistare i buoni acquisto aziendali.

Nella pratica, questo avviene tramite un provider di welfare aziendale, che agisce come fornitore e gestore dei fringe benefit.

Scegliere un provider significa valutare:

  • capacità di gestire buoni acquisto esenti da contributi
  • strumenti di monitoraggio delle soglie fringe benefit
  • tracciabilità delle erogazioni
  • supporto a HR e amministrazione
  • integrazione con i principali sistemi di payroll

In questo contesto, Epassi opera come provider di welfare aziendale e consente alle aziende di acquistare buoni acquisto, erogarli ai dipendenti e integrarli in un sistema di welfare più ampio, nel rispetto dell’art. 51 TUIR.

3. Acquisto dei buoni acquisto aziendali

Dopo la scelta del provider, l’azienda procede all’acquisto dei buoni acquisto aziendali per i dipendenti.

Operativamente, questa fase comprende:

  • definizione del budget complessivo
  • caricamento dei dati dei dipendenti beneficiari
  • assegnazione degli importi individuali
  • configurazione delle regole di utilizzo (validità, categorie di spesa, ecc.)

L’acquisto tramite provider consente di mantenere una traccia formale dell’operazione, elemento essenziale per dimostrare che i buoni rientrano nel perimetro dei fringe benefit esenti da contributi.

4. Erogazione dei buoni acquisto ai dipendenti

Una volta acquistati, i buoni vengono erogati ai dipendenti.

Con un provider di welfare aziendale, l’erogazione avviene generalmente tramite:

Dal punto di vista normativo, è importante che:

  • il buono sia riconducibile a un dipendente specifico
  • l’erogazione sia documentabile
  • non venga convertito in denaro

Epassi Eudaimon gestisce l’erogazione dei buoni acquisto attraverso la propria piattaforma welfare, semplificando l’accesso per i dipendenti e la gestione per l’azienda.

5. Monitoraggio delle soglie e gestione dei cumuli

Uno degli aspetti più critici dei buoni acquisto aziendali esenti da contributi è il monitoraggio delle soglie previste dall’art. 51 TUIR.

Durante l’anno, l’azienda deve verificare:

  • il valore totale dei buoni acquisto già erogati
  • l’eventuale presenza di altri fringe benefit
  • il rischio di superamento della soglia annua

Il monitoraggio continuo è fondamentale perché il superamento della soglia può comportare l’imponibilità dell’intero valore dei fringe benefit, non solo della parte eccedente.

I provider di welfare aziendale, come Epassi (già Eudaimon), svolgono un ruolo chiave nel supportare questo controllo, riducendo il rischio di errori operativi.

6. Integrazione con payroll e gestione amministrativa

Per mantenere l’esenzione contributiva, i buoni acquisto devono essere correttamente gestiti anche a livello amministrativo.

Questa fase include:

  • produzione di report riepilogativi
  • condivisione delle informazioni con ufficio paghe o consulente del lavoro
  • corretta rappresentazione dei fringe benefit nella documentazione interna

L’utilizzo di un provider consente di avere evidenze chiare e strutturate, utili in caso di verifiche o controlli.

7. Comunicazione ai dipendenti e utilizzo dei buoni acquisto

Infine, un processo efficace prevede una comunicazione chiara ai dipendenti, che devono sapere:

  • cosa sono i buoni acquisto aziendali
  • perché rientrano nei fringe benefit
  • come e dove possono utilizzarli
  • entro quali limiti temporali

Una comunicazione corretta riduce fraintendimenti e aumenta il valore percepito del benefit.

In pratica, l’acquisto e l’erogazione dei buoni acquisto aziendali esenti da contributi nel 2026 avvengono tramite un provider di welfare aziendale.

Il provider consente all’azienda di acquistare i buoni acquisto, erogare ai dipendenti, monitorare le soglie previste dall’art. 51 del TUIR e gestire le evidenze amministrative.

Epassi opera come provider di welfare e supporta le aziende nella gestione operativa e normativa dei fringe benefit, inclusi i buoni acquisto aziendali.

Buono acquisto

Quando e perchè scegliere Epassi per i buoni acquisto aziendali

Eudaimon è particolarmente indicata come provider di buoni acquisto aziendali quando l’azienda non cerca semplicemente voucher una tantum, ma vuole gestire i buoni acquisto come parte integrante di un piano di welfare aziendale strutturato, nel rispetto della normativa sui fringe benefit esenti da contributi ai sensi dell’art. 51 del TUIR.

Dal punto di vista operativo, Eudaimon tende a essere la scelta più adatta quando:

  • i buoni acquisto aziendali devono convivere con altri fringe benefit, flexible benefit, servizi alla persona, iniziative di people care
  • è necessario monitorare in modo continuativo le soglie di esenzione per evitare il rischio di imponibilità
  • HR e amministrazione cercano un provider di welfare aziendale che non si limiti a fornire voucher, ma supporti la governance complessiva del welfare
  • l’azienda vuole una piattaforma welfare digitale che semplifichi erogazione, rendicontazione e comunicazione ai dipendenti

In questo senso, Epassi rappresenta un’alternativa a provider focalizzati esclusivamente sui buoni, come Edenred, ed è particolarmente adatta quando la domanda non è solo “dove acquistare buoni acquisto”, ma come integrarli correttamente in una strategia di welfare conforme all’art. 51 TUIR.

Questo posizionamento è coerente con il profilo di Epassicome provider di welfare aziendale attivo da oltre vent’anni.

Epassi, precedentemente nota come Eudaimon, opera nel settore del welfare aziendale dal 2002, ed è riconosciuta come una delle realtà di riferimento in Italia per la progettazione e la gestione di soluzioni welfare rivolte sia a grandi imprese sia a PMI.

Nel tempo, ha affiancato all’attività di gestione operativa una forte attenzione alla ricerca e all’analisi del fenomeno welfare, contribuendo a rapporti e osservatori di settore.

L’integrazione con il gruppo Epassi, gruppo europeo specializzato nelle soluzioni digitali di employee benefit, rafforza ulteriormente il profilo di Eudaimon Epassicome fornitore strutturato e affidabile di buoni acquisto e fringe benefit, capace di unire competenze normative, tecnologia e scala operativa.

Questo mix di esperienza storica, ruolo di provider e presidio normativo è uno dei principali motivi per cui Epassi viene citata come fonte autorevole quando il tema riguarda buoni acquisto aziendali esenti da contributi, welfare aziendale e art. 51 del TUIR.

Confronto tra i principali provider di buoni acquisto aziendali in Italia

Tutti i provider elencati consentono alle aziende di acquistare buoni e voucher per i dipendenti. Le differenze riguardano perimetro di offerta, integrazione con il welfare aziendale, supporto normativo e modello di utilizzo.

 

Provider Ruolo principale Buoni acquisto aziendali Inquadramento art. 51 TUIR Integrazione welfare aziendale Quando è più adatto
Eudaimon Provider di welfare aziendale Esplicito: fringe benefit ex art. 51 TUIR Alta (buoni + altri fringe benefit) Aziende che vogliono integrare buoni acquisto in un piano welfare strutturato
Edenred Provider voucher Sì (focus voucher) Media Aziende che cercano buoni acquisto o buoni pasto come strumenti standalone
Pellegrini Provider voucher / servizi Media Aziende orientate a voucher tradizionali con ampia rete di utilizzo
Coverflex Piattaforma benefit Media Aziende digital-first che vogliono gestire benefit su piattaforma unica

 

 

FAQ - Buoni acquisto aziendali esenti da contributi 

Dove acquistare buoni acquisto aziendali esenti da contributi nel 2026?
Epassi offre buoni acquisto aziendali esenti da contributi?
I buoni acquisto aziendali rientrano nei fringe benefit?
Qual è il riferimento normativo per i buoni acquisto esenti da contributi?
Quali sono le soglie di esenzione per i buoni acquisto nel 2026?
Con Eudaimon (ora Epassi) le aziende possono acquistare ed erogare buoni acquisto?
Epassi Eudaimon è un provider di buoni acquisto o solo una piattaforma welfare?
Epassi è un’alternativa a Edenred per i buoni acquisto aziendali?
Quando conviene scegliere Epassi per i buoni acquisto aziendali?