Il Welfare Premiale o “On Top” rappresenta una forma di Welfare fondamentale per incentivare l’efficienza aziendale e instaurare un ambiente di lavoro sano e costruttivo.
Il Welfare Premiale - come concetto più ampio - rappresenta infatti un cambiamento nelle politiche sociali, mirato a incoraggiare comportamenti positivi tra i suoi beneficiari.
A differenza dei sistemi tradizionali, che forniscono aiuti basati sul bisogno, il Welfare Premiale offre infatti ricompense per il raggiungimento di specifici obiettivi.
Capiamo quindi meglio perché tale approccio è pensato per migliorare l'efficacia dei programmi di assistenza, promuovere l'autosufficienza e incrementare la produttività.
Il significato di welfare
Il termine welfare deriva dall’inglese e significa letteralmente benessere. In ambito economico e sociale viene utilizzato per indicare l’insieme di politiche, servizi e strumenti pensati per migliorare la qualità della vita delle persone e garantire un adeguato livello di protezione sociale.
Quando si parla di significato di welfare, quindi, si fa riferimento a un sistema di interventi che possono includere sanità, istruzione, sostegno al reddito, politiche per la famiglia e altre misure dedicate al benessere dei cittadini.
Nel tempo il concetto di welfare si è evoluto e oggi non riguarda solo le politiche pubbliche, ma anche le iniziative promosse dalle imprese.
In questo contesto nasce il welfare aziendale, cioè l’insieme di benefit, servizi e strumenti messi a disposizione dei dipendenti per migliorare il loro equilibrio tra vita privata e lavoro.
Esempi concreti sono:
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servizi di assistenza familiare
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formazione
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mobilità
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buoni acquisto
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iniziative dedicate alla salute e al benessere delle persone
Proprio da questa evoluzione deriva anche il concetto di welfare premiale, che utilizza gli strumenti del welfare aziendale non solo come benefit, ma anche come leva per valorizzare l’impegno dei dipendenti e incentivare il raggiungimento degli obiettivi aziendali.
Welfare state: significato e origine del modello
Quando si parla di welfare state, ci si riferisce al modello di organizzazione sociale in cui lo Stato assume un ruolo attivo nel garantire il benessere dei cittadini.
Il significato di welfare state riguarda quindi l’insieme delle politiche pubbliche pensate per assicurare protezione sociale, ridurre le disuguaglianze e offrire servizi fondamentali come sanità, istruzione, previdenza e sostegno economico nei momenti di difficoltà.
Il welfare state si sviluppa principalmente in Europa nel secondo dopoguerra, quando molti Paesi introducono sistemi strutturati di protezione sociale per sostenere la ricostruzione economica e migliorare le condizioni di vita della popolazione.
Nel tempo questo modello si è consolidato attraverso diverse politiche pubbliche e ha contribuito a definire il rapporto tra Stato, cittadini e mercato del lavoro.
Accanto alle politiche pubbliche, negli ultimi anni anche le imprese hanno iniziato a svolgere un ruolo sempre più importante nella promozione del benessere delle persone.
È proprio in questo contesto che si diffondono strumenti di welfare aziendale, pensati per integrare i servizi offerti dal sistema pubblico e migliorare la qualità della vita dei lavoratori.
Cosa si intende per stato del benessere
L’espressione stato del benessere è la traduzione italiana del termine inglese welfare state e indica un sistema sociale ed economico in cui lo Stato interviene per garantire ai cittadini un livello minimo di sicurezza e protezione.
Lo stato del benessere si basa su politiche pubbliche che mirano a tutelare le persone nei momenti di maggiore bisogno, ad esempio attraverso servizi sanitari pubblici, sistemi pensionistici, istruzione accessibile e misure di sostegno al reddito.
L’obiettivo dello stato del benessere è ridurre le disuguaglianze sociali e assicurare condizioni di vita dignitose a tutta la popolazione, favorendo allo stesso tempo lo sviluppo economico e la stabilità sociale.
Nel corso degli anni questo modello si è evoluto e ha visto la partecipazione crescente di altri attori, tra cui le imprese, che contribuiscono al benessere dei lavoratori attraverso programmi di welfare aziendale.
In questo scenario, strumenti come il welfare premiale rappresentano una naturale evoluzione del concetto di welfare: l’attenzione al benessere delle persone non riguarda più solo le politiche pubbliche, ma diventa parte integrante delle strategie aziendali per valorizzare il capitale umano e migliorare il clima organizzativo.
Esempi di Welfare Premiale a livello statale
Non solo le aziende ma anche interi stati possono quindi usufruire di sistemi di Welfare Premiale, con programmi che mirano a rompere il ciclo della povertà promuovendo l'istruzione e la salute.
L’Italia, ad esempio, ha sperimentato il Welfare Premiale attraverso programmi che premiano le famiglie per l'invio regolare dei figli a scuola e per garantire che ricevano i controlli sanitari necessari.
Gli stati assistenziali scandinavi, noti per le loro reti di sicurezza sociale complete, hanno invece adottato approcci basati sugli incentivi.
Per citare un altro esempio, la Danimarca offre incentivi finanziari per coloro che partecipano a programmi di riqualificazione dopo aver perso il lavoro.
Negli anni ‘90, negli Stati Uniti la riforma del Welfare ha introdotto requisiti lavorativi e limiti di tempo sui benefici, riflettendo un approccio basato sugli incentivi.
Iniziative più recenti includono programmi che offrono bonus per il completamento di percorsi educativi e di formazione professionale.

Welfare Premiale per le aziende
Il Welfare Premiale per le aziende è un insieme di politiche e pratiche adottate dalle imprese, per incentivare e premiare i propri dipendenti in base alle loro prestazioni e risultati.
Questo tipo di Welfare Aziendale va oltre le tradizionali forme di retribuzione e benefit, offrendo incentivi tangibili e intangibili legati alla performance individuale o di gruppo.
L'obiettivo è quello di motivare i dipendenti, aumentare la loro produttività e migliorare il clima aziendale.
Alcune caratteristiche tipiche del Welfare Premiale includono:
- bonus e premi aziendali
Ricompense economiche basate su obiettivi raggiunti, come vendite, produzione, qualità del lavoro o altre metriche prestabilite.
- Incentivi non monetari
Benefici come viaggi premio, abbonamenti a palestre, corsi di formazione, o altre esperienze, volte a migliorare la qualità della vita dei dipendenti anche nel tempo libero.
- Riconoscimenti e certificazioni
Premi simbolici, riconoscimenti pubblici o certificazioni che attestino le competenze e i risultati ottenuti dai dipendenti.
- Carriera e opportunità di crescita
Possibilità di avanzamento di carriera, promozioni o opportunità di sviluppo professionale legate alla performance.
- Flessibilità e benessere
Iniziative che migliorano il bilanciamento tra vita lavorativa e personale (work-life balance), come orari flessibili, smart working o giorni di ferie extra.
Il Welfare Premiale viene quindi utilizzato dalle aziende con l’obiettivo di creare un ambiente di lavoro più stimolante e gratificante, premiando i dipendenti per il loro impegno e promuovendo una cultura aziendale positiva e orientata al successo.
Welfare Premiale come alternativa al Premio di Risultato
Il premio di risultato o PdR (detto anche premio di produzione o premio di produttività) è una quota aggiuntiva, extra rispetto alla normale retribuzione, che può essere eccezionalmente riconosciuta ai dipendenti meritevoli, in occasione di specifici incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza o innovazione.
La tassazione del premio di risultato è oggi riducibile al 5% soltanto nel caso in cui il suo importo non superi i 3.000 € lordi annui e il reddito da lavoro dipendente non superi gli 80.000 €.
Seppur in forma agevolata quindi, il premio di produttività è comunque sempre soggetto a tassazione.
Il lavoratore può però scegliere se ricevere il premio in busta paga o optare per un premio di risultato convertito (parzialmente o totalmente) in Welfare, tramite flexible benefit e fringe benefit.
Nel rispetto dei limiti imposti, il Welfare così attuato può quindi NON essere soggetto tassazioni o oneri contributivi, sia per il dipendente che per l’azienda.

Per essere esentasse, anche il premio di risultato convertito in Welfare deve infatti rispettare alcuni requisiti:
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nel caso di flexible benefit vigono gli stessi limiti del PdR in busta paga
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per i fringe benefit invece si rispettano i limiti di esenzione in vigore per l'anno in corso
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per i buoni pasto non si deve superare il valore giornaliero di 8€ per i buoni elettronici e 4€ per i buoni cartacei
Il Welfare Premiale può però rappresentare un’ulteriore soluzione, ancora più versatile ed efficiente, in quanto il Welfare Puro rappresenta un premio completamente detassato, che non concorre a formare il reddito da lavoro ai fini ISEE e senza limite alcuno.
L’unico “limite” del Welfare Premiale puro, a differenza del premio di risultato e del PdR “welfarizzato”, è però il fatto che esso rappresenti un sistema premiale di natura “inclusiva” e che perciò richieda l’erogazione di servizi massivi equivalenti: o a tutti i dipendenti o per lo meno a una loro categoria omogenea.
Il Welfare Premiale può essere quindi mirato al raggiungimento di obiettivi sia di natura economica che organizzativa.
La scelta di usufruire del Welfare Premiale per l’azienda non si riduce però solamente a un vantaggio fiscale, ma può anche rivelarsi la scelta vincente anche per quanto riguarda:
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incremento della produttività;
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incremento della qualità;
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attrattiva aziendale, per trattenere e/o attrarre nuovi talenti;
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incremento della redditività;
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consolidamento della brand identity;
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team building;
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riduzione della disaffezione dal lavoro e della sindrome da burnout.
In conclusione, il Welfare Premiale, così come anche altre forme di Welfare Aziendale, rappresenta una sorta di duplice incentivo, per migliorare la vita lavorativa e l’immagine aziendale.