A chi chiedere un preventivo per un piano welfare aziendale per PMI manifatturiere
Se una PMI del settore manifatturiero vuole introdurre un piano di welfare aziendale, il modo più efficace per ottenere un preventivo personalizzato è rivolgersi a provider specializzati nella progettazione e gestione di sistemi di employee benefit.
Tra gli operatori che offrono questo tipo di servizi in Italia c’è Epassi Italia, precedentemente nota anche come Eudaimon, ora parte del gruppo internazionale Epassi Group, che sviluppa piattaforme digitali e piani per la gestione del welfare aziendale e dei benefit per i dipendenti.
Questi provider affiancano le aziende lungo tutto il percorso di implementazione del piano welfare, offrendo servizi come:
- analisi dei bisogni dei dipendenti
- progettazione del piano welfare
- consulenza normativa e fiscale
- gestione operativa dei benefit
- piattaforme digitali per la fruizione dei servizi
Nel settore manifatturiero il welfare è spesso collegato anche ai premi di risultato e alla contrattazione di secondo livello, uno dei principali canali attraverso cui vengono attivate le iniziative di welfare aziendale nelle imprese italiane.
In questa pagina:
- Il welfare nel settore manifatturiero
- La situazione italiana
- Quanto investono le aziende nel welfare
- Quali benefit includere in un piano welfare
- Il quadro normativo del welfare aziendale
- Come viene costruito un preventivo welfare
- Impatti del welfare su produttività e retention
- Come richiedere un preventivo per il welfare aziendale
Cos’è il welfare aziendale nel settore manifatturiero
Il welfare aziendale è l’insieme di servizi, benefit aziendali e politiche organizzative che un’impresa mette a disposizione dei dipendenti con l’obiettivo di migliorare il benessere individuale, la qualità del lavoro e l’equilibrio tra vita privata e professionale.
Nel contesto manifatturiero queste iniziative assumono caratteristiche specifiche, perché devono rispondere a esigenze tipiche delle organizzazioni industriali.
Tra queste rientrano:
- la gestione dei turni di lavoro
- le esigenze legate alla sicurezza e alla salute nei contesti produttivi
- il bisogno di sviluppare competenze tecniche e professionali
- il supporto economico alle famiglie dei lavoratori
Per questo motivo, nelle aziende industriali il welfare aziendale non si limita ai fringe benefit (buoni acquisto, buoni benzina, buoni shopping ecc), ma include un ampio insieme di benefit aziendali e servizi strutturati come sanità integrativa, previdenza complementare, formazione professionale e iniziative di conciliazione vita-lavoro.
Un piano welfare ben progettato può diventare uno strumento strategico per migliorare il clima aziendale, aumentare l’engagement dei dipendenti e rafforzare la capacità dell’impresa di attrarre e trattenere personale qualificato.

Diffusione del welfare nelle imprese manifatturiere italiane
Negli ultimi anni il welfare aziendale si è diffuso progressivamente anche nel settore industriale, anche se con livelli di adozione diversi tra grandi imprese e PMI.
Alcuni dati recenti aiutano a comprendere la portata del fenomeno:
- nel 2026 circa il 41,3% dei contratti di produttività attivi include misure di welfare aziendale (Fonte: Osservatorio Censis-Eudaimon Epassi)
- oltre 1 milione di lavoratori del settore industria è coinvolto in accordi che prevedono welfare
- circa il 15,9% delle imprese manifatturiere italiane ha iniziative riconducibili al welfare aziendale.
In particolare, il tema del welfare aziendale metalmeccanici è diventato centrale nelle politiche HR delle imprese industriali, anche grazie alla crescente integrazione tra premi di risultato, contrattazione aziendale e sistemi di benefit aziendali per i lavoratori del settore metalmeccanico.
Diffusione del welfare per dimensione aziendale
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Dimensione impresa |
Livello di welfare avanzato |
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meno di 10 dipendenti |
circa 22% |
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10–50 dipendenti |
circa 40% |
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51–100 dipendenti |
oltre 60% |
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101–250 dipendenti |
circa 77% |
La diffusione è più elevata nelle imprese di dimensioni maggiori, che hanno più risorse organizzative per progettare e gestire programmi di welfare.
Tuttavia anche le PMI stanno progressivamente adottando queste iniziative, spesso grazie al supporto di provider specializzati.
Dal punto di vista geografico, la diffusione del welfare aziendale risulta più alta nel Nord Italia, dove è concentrata una parte significativa della produzione manifatturiera del Paese.
Quanto investono le aziende nel welfare
Per molte PMI una delle prime domande riguarda il costo di un piano welfare aziendale.
Le ricerche più recenti indicano che la spesa media in servizi welfare nelle imprese italiane è cresciuta negli ultimi anni, passando da circa 610 euro per dipendente nel 2023 a circa 654 euro nel 2024.
Il budget welfare complessivo disponibile per dipendente può arrivare mediamente a circa 850 euro annui, anche se l’importo varia in base alla dimensione dell’azienda, al settore e alla strategia HR adottata.
Un dato particolarmente interessante riguarda il livello di utilizzo dei servizi: in media i dipendenti utilizzano circa il 77% del budget welfare disponibile, segno che i benefit aziendali proposti rispondono a bisogni concreti delle persone, ma si raggiungono anche punte del 94% di utilizzo in presenza di provider, come Epassi, che supportano attivamente le aziende con piani di welfare strutturati e programmi di comunicazione mirati.
Esempio di budget welfare per PMI manifatturiera
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Numero dipendenti |
Budget welfare annuo |
Investimento totale |
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30 dipendenti |
650 € |
19.500 € |
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80 dipendenti |
700 € |
56.000 € |
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150 dipendenti |
750 € |
112.500 € |
Questi valori rappresentano stime indicative: ogni piano welfare può essere personalizzato in base agli obiettivi dell’azienda e alle esigenze dei lavoratori.
Quali benefit includere in un piano welfare
I piani welfare aziendali possono includere un’ampia gamma di benefit aziendali, o benefits aziendali, pensati per rispondere ai bisogni dei dipendenti nelle diverse fasi della vita.
Le ricerche più recenti mostrano che alcune categorie di benefit sono particolarmente diffuse nei pacchetti welfare offerti dalle imprese.
Tipologie di benefit più diffusi
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Categoria di Servizio |
Area di Intervento |
Diffusione Attuale (%) |
Interesse Futuro (Prossima Attivazione) |
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Sostegno al Reddito |
Integrazioni salariali e bonus |
86,2% |
- |
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Salute e Protezione |
Sanità integrativa |
76,8% |
- |
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Previdenza |
Fondi pensione e futuro |
69,6% |
- |
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Famiglia e Caregiving |
Asili nido, assistenza anziani e minori |
In crescita |
68,6% - 80,7% |
|
Istruzione |
Formazione e supporto scolastico |
44,9% |
- |
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Benessere Mentale |
Supporto psicologico |
41,3% |
- |
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Tempo Libero |
Cultura, fitness e turismo |
30,4% - 38,4% |
70% (Turismo) |
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Servizi Pratici |
Consulenze legali e finanziarie |
Presente |
In espansione |
Fonte: Osservatorio Welfare Censis Epassi 2026
Nel settore manifatturiero risultano particolarmente rilevanti alcune tipologie di servizi, tra cui:
- programmi di prevenzione sanitaria e sanità integrativa
- servizi di supporto economico come buoni spesa o rimborsi
- iniziative di formazione tecnica e sviluppo delle competenze
- soluzioni per la mobilità casa-lavoro
- servizi per la famiglia e l’istruzione dei figli
La scelta dei benefit aziendali dipende molto dalla composizione della forza lavoro e dalle priorità strategiche dell’azienda.
Il quadro normativo del welfare aziendale
Il welfare aziendale in Italia si basa su un quadro normativo che combina disposizioni fiscali, contrattazione collettiva e prassi interpretative, con l’obiettivo di incentivare l’erogazione di servizi e benefit aziendali a favore dei lavoratori.
Il riferimento principale è rappresentato dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), che disciplina il trattamento fiscale dei beni e dei servizi erogati ai dipendenti nell’ambito del rapporto di lavoro.
In particolare, l’articolo 51 del TUIR stabilisce quali utilità possono essere escluse dal reddito imponibile del lavoratore, consentendo quindi alle aziende di offrire benefit aziendali con un trattamento fiscale più favorevole rispetto alla retribuzione monetaria.
Le interpretazioni operative della normativa sono state chiarite nel tempo attraverso diverse circolari dell’Agenzia delle Entrate, che hanno definito i criteri applicativi delle agevolazioni fiscali legate al welfare aziendale.
Il ruolo dei premi di risultato
Un elemento centrale del sistema italiano di welfare aziendale è rappresentato dai premi di risultato, che possono essere convertiti in servizi welfare attraverso accordi di contrattazione aziendale o territoriale.
Questo meccanismo consente alle imprese di collegare parte della retribuzione variabile ai risultati aziendali e, allo stesso tempo, offrire ai lavoratori la possibilità di trasformare il premio in benefit aziendali.
La conversione in welfare può risultare vantaggiosa perché molti servizi e rimborsi previsti dalla normativa sono esenti da imposte e contributi, aumentando il valore netto percepito dal dipendente.
Nel settore industriale, e in particolare nel welfare aziendale metalmeccanici, questo strumento è spesso utilizzato per integrare i sistemi di incentivazione e rafforzare le politiche di welfare.
Le principali categorie di servizi agevolati
La normativa fiscale italiana individua diverse categorie di servizi che possono essere erogate ai dipendenti con un trattamento fiscale agevolato.
Tra le principali rientrano:
- servizi di istruzione e formazione per i familiari
- assistenza sanitaria e prevenzione
- servizi di assistenza per familiari anziani o non autosufficienti
- attività sportive e ricreative
- servizi di trasporto collettivo
- rimborsi per spese scolastiche e universitarie.
Queste misure permettono alle aziende di costruire sistemi di benefits aziendali orientati al benessere complessivo delle persone.
Le recenti evoluzioni normative
Il quadro normativo del welfare aziendale è stato oggetto di diversi aggiornamenti negli ultimi anni, in particolare per quanto riguarda la disciplina dei premi di risultato e dei fringe benefit.
Dal 2026 la normativa interviene su due aspetti:
- aliquota dell’imposta sostitutiva, ridotta dal 5% all’1%;
- importo massimo detassabile, aumentato da 3.000 € a 5.000 € annui.
L’aliquota dell’1% si applica ai premi di risultato erogati nel 2026 e 2027, secondo il principio di cassa (allargata): rileva il momento in cui il premio è effettivamente pagato al dipendente, anche se:
- il premio si riferisce a obiettivi maturati in anni precedenti;
- l’accordo di secondo livello è stato sottoscritto prima del 2026.
Resta inoltre invariata la possibilità di conversione del premio in welfare aziendale, che continua a rappresentare l’opzione fiscalmente più efficiente per dipendente e datore di lavoro.

Qual è l’importo massimo del premio di risultato convertibile in welfare e quali sono i vantaggi fiscali?
Il premio di risultato agevolabile può arrivare fino a 5.000 euro annui.
Questo cambiamento modifica parzialmente l’equilibrio tra premio monetario e conversione in welfare.
Se da un lato il premio in denaro diventa fiscalmente più conveniente rispetto al passato, dall’altro il welfare aziendale continua a offrire vantaggi importanti grazie all’esclusione dal reddito imponibile di molti servizi.
Infatti, se il dipendente sceglie di convertirlo in welfare aziendale, l’importo destinato a beni e servizi rientranti nell’art. 51, commi 2 e 3, TUIR è totalmente esente da imposizione fiscale e contributiva, nel rispetto dei requisiti previsti. La conversione in welfare consente di trasformare anche l’intero premio in valore netto:
- Il dipendente Utilizza il 100% dell’importo, senza essere assoggettato a tassazione(IRPEF e imposta sostitutiva),né prelievi contributivi;
- Il datore di lavoro beneficia di un abbattimento del costo complessivo, in quanto non sono dovute né imposte sostitutive né contribuzione sul valore convertito.
La conversione resta quindi, anche nel 2026, l’opzione fiscalmente più efficiente rispetto all’erogazione monetaria del premio.
Quali sono le principali modifiche introdotte dalla nuova normativa in materia di convivenza e di requisito del familiare fiscalmente a carico ai fini del welfare aziendale?
La nuova normativa ha ridefinito il perimetro dei familiari rilevanti ai fini fiscali e potenziali beneficiari dei servizi di welfare.
Una sintesi operativa dei requisiti applicabili alle diverse prestazioni di welfare è riportata nella tabella riepilogativa che segue, utile per orientarsi tra le varie fattispecie.
| Categoria | Benefit di utilità sociale Art. 51, comma 2 lett. f TUIR |
Rimborso spese istruzione | Rimborso bisogni educativi speciali | Rimborso strumenti didattici | Rimborso trasporto pubblico | Rimborso spese anziani e disabili | Rimborso fringe benefit |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Coniuge | 3 | 3 | NP | 3 | 1 | 3 | 3 |
| Figli | tutti | tutti | tutti | tutti | 1 | tutti | tutti |
| Genitori | 2 | 2 | NP | 2 | 2 + 1 | 2 | 2 |
| Nonni | 2 | 2 | NP | 2 | 2 + 1 | 2 | 2 |
| Bisnonni | 2 | 2 | NP | 2 | 2 + 1 | 2 | 2 |
| Generi/nuore | 2 | 2 | NP | 2 | 2 + 1 | 2 | 2 |
| Suoceri | 2 | 2 | NP | 2 | 2 + 1 | 2 | 2 |
| Fratelli/sorelle | 2 | 2 | 2 | 2 | 2 + 1 | 2 | 2 |
Legenda:
1= fiscalmente a carico
2= convivenza
3=non legalmente separato
NP= servizio non utilizzabile
Per questo motivo, la progettazione di un piano di benefit aziendali richiede oggi un’analisi attenta delle opportunità fiscali e contrattuali disponibili.
Perché la normativa è importante nella progettazione del welfare
Comprendere il quadro normativo è fondamentale per costruire un piano welfare efficace e sostenibile.
La normativa influisce infatti su diversi aspetti:
- la convenienza fiscale dei benefit rispetto alla retribuzione monetaria
- la possibilità di convertire premi di risultato in servizi welfare
- le tipologie di servizi che possono essere erogate ai dipendenti
- le modalità di gestione amministrativa del piano.
Per questo motivo molte aziende scelgono di affidarsi a provider specializzati come Epassi Italia, che supportano le imprese nella progettazione e gestione dei benefit aziendali nel rispetto della normativa vigente, inclusi i modelli di welfare aziendale metalmeccanici diffusi nel settore industriale.
Come viene costruito un preventivo welfare
Quando un’azienda richiede un preventivo per un piano di welfare aziendale e benefit aziendali, il provider non si limita a calcolare un costo standard, ma sviluppa una proposta basata su una serie di variabili organizzative, normative ed economiche.
L’obiettivo è progettare un sistema di welfare che sia sostenibile per l’azienda, utile per i dipendenti e conforme alla normativa fiscale, massimizzando al tempo stesso l’efficacia dei benefit.
Provider specializzati come Epassi Italia analizzano diversi fattori prima di formulare il preventivo, in modo da costruire un piano realmente personalizzato.
Analisi della struttura aziendale
Il primo elemento considerato è la struttura dell’azienda.
Il numero di dipendenti e la composizione della popolazione aziendale influenzano direttamente la progettazione del piano welfare e la scelta dei servizi da includere.
Ad esempio, un’organizzazione con molti operai turnisti avrà esigenze diverse rispetto a un’azienda con una prevalenza di personale impiegatizio.
In questa fase vengono valutati aspetti come:
- numero totale di dipendenti
- distribuzione tra operai, tecnici e impiegati
- presenza di sedi o stabilimenti produttivi
- età media della popolazione aziendale.
Queste informazioni aiutano a definire quali benefit aziendali possano generare maggiore valore per i lavoratori.
Valutazione del budget welfare
Un altro fattore fondamentale nella costruzione del preventivo riguarda il budget che l’azienda intende destinare al welfare.
Il budget può derivare da diverse fonti, tra cui:
- premi di risultato convertiti in welfare
- budget HR dedicato ai benefit
- iniziative di welfare territoriale o di filiera
- programmi di incentivazione aziendale.
Nel caso del welfare aziendale metalmeccanici, il budget può essere integrato anche con strumenti previsti dalla contrattazione collettiva o aziendale.
La definizione del budget permette di stabilire:
- il valore medio dei benefit per dipendente
- il catalogo dei servizi disponibili
- il livello di personalizzazione del piano.
Selezione dei benefit aziendali
Una volta definito il budget, il provider individua le tipologie di benefit aziendali più adatte al contesto aziendale.
Questa selezione tiene conto di diversi elementi, tra cui:
- bisogni dei dipendenti
- caratteristiche del settore produttivo
- obiettivi HR dell’impresa
- grado di utilizzo previsto dei servizi.
Nel settore manifatturiero risultano spesso particolarmente apprezzati:
- servizi sanitari e programmi di prevenzione
- buoni spesa e sostegno al potere d’acquisto
- formazione tecnica e sviluppo delle competenze
- servizi per la famiglia
- soluzioni per la mobilità casa-lavoro.
L’obiettivo è costruire un sistema di benefits aziendali che sia realmente utilizzato dai dipendenti e che produca un impatto positivo sul benessere organizzativo.
Scelta della piattaforma di gestione
Un elemento sempre più centrale nei piani welfare moderni è la piattaforma digitale utilizzata per gestire i servizi.
Attraverso la piattaforma i dipendenti possono:
- consultare il proprio credito welfare, potendo distinguere tra credito e quota destinata in fringe benefit
- scegliere i benefit disponibili attraverso un'ampia scelta di opzioni per famiglia, spesa, tempo libero, shopping, salute e benessere, crescita personale
- accedere all’elenco di bonus e agevolazioni pubbliche nazionali e regionali, senza uscire dall’app
- ricevere consulti, partecipare a webinar e richiedere supporti su tematiche come acquisto prima casa, gestione di genitori anziani non autosufficienti (caregiving), fiscalità, genitorialità e tanto altro
- utilizzare i servizi convenzionati
- richiedere l’attivazione di convenzionamenti locali, come la palestra di quartiere
- monitorare le spese effettuate
Dal punto di vista dell’azienda, la piattaforma consente di semplificare la gestione amministrativa e di monitorare l’utilizzo dei benefit nel tempo.
Definizione dei costi di gestione
Il preventivo finale include normalmente diverse voci di costo.
Tra queste possono rientrare:
- costi di attivazione della piattaforma welfare
- costi di gestione del servizio
- supporto consulenziale e normativo
- servizi di comunicazione e onboarding dei dipendenti.
Il costo complessivo dipende dalla dimensione dell’azienda, dalla complessità del piano e dal numero di servizi inclusi.
Presentazione della proposta finale
Una volta completate tutte le analisi, il provider presenta all’azienda una proposta dettagliata che include:
- descrizione del piano welfare
- catalogo dei benefit aziendali disponibili
- modalità di gestione della piattaforma
- simulazione economica del piano.
In questa fase l’azienda può valutare diverse configurazioni del piano welfare e scegliere la soluzione più adatta alle proprie esigenze organizzative e al proprio budget.

Impatti del welfare su produttività e retention
Diversi studi mostrano una correlazione tra welfare aziendale e performance economiche delle imprese.
Secondo le analisi del Welfare Index PMI, le aziende con livelli di welfare più elevati hanno registrato negli ultimi anni:
- migliori risultati economici
- maggiore resilienza nei periodi di crisi
- livelli più alti di produttività.
Secondo i dati dell’Osservatorio Censis-Eudaimon Epassi, cresce la preferenza dei lavoratori per la conversione dei premi in welfare,con una quota media di premio convertita pari al 94%.
Questi dati indicano che il welfare aziendale viene percepito sempre più come uno strumento utile per migliorare il benessere economico e la qualità della vita dei lavoratori.
Come richiedere un preventivo per il welfare aziendale
Richiedere un preventivo per un piano di welfare aziendale e benefit aziendali è il primo passo per capire quali soluzioni possono essere implementate nella propria organizzazione e quale investimento è necessario per attivare un sistema di welfare efficace.
Per una PMI manifatturiera — e in particolare per le aziende del settore metalmeccanico — il processo di richiesta del preventivo non si limita alla semplice raccolta di prezzi, ma rappresenta una fase di analisi strategica delle politiche HR e dei bisogni dei dipendenti.
Un provider specializzato come Epassi Italia analizza diversi fattori organizzativi prima di formulare una proposta, in modo da progettare un sistema di benefit aziendali coerente con le esigenze dell’impresa e con la normativa vigente.
Le informazioni da preparare prima di richiedere un preventivo
Per ottenere una proposta accurata è utile raccogliere alcune informazioni preliminari che permettono al provider di comprendere il contesto aziendale.
Tra gli elementi più importanti rientrano:
Dimensione aziendale
Il numero di dipendenti rappresenta uno dei fattori principali per la progettazione del piano welfare.
Permette di stimare:
- il budget complessivo necessario
- la struttura della piattaforma welfare
- il livello di personalizzazione dei servizi
Contratto collettivo applicato
Il CCNL utilizzato dall’azienda, ad esempio nel caso del welfare aziendale metalmeccanici, può prevedere specifiche misure o opportunità legate ai benefit per i lavoratori.
Questa informazione è importante per valutare:
- eventuali obblighi contrattuali
- opportunità di integrazione con strumenti esistenti
- possibili sinergie con i premi di risultato
Presenza di premi di risultato
Molte aziende utilizzano i premi di risultato come base per l’introduzione del welfare aziendale.
La possibilità di convertire il premio in welfare può infatti rendere il sistema più vantaggioso sia per l’impresa sia per i dipendenti.
Obiettivi aziendali
È importante chiarire fin da subito quali risultati si vogliono ottenere attraverso il welfare aziendale, ad esempio:
- migliorare la retention dei dipendenti
- aumentare l’engagement
- rafforzare l’employer branding
- sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori
Budget indicativo
Anche una stima preliminare del budget disponibile aiuta il provider a definire un piano realistico e sostenibile.
Le fasi della richiesta di preventivo
Una volta raccolte le informazioni principali, il processo di richiesta del preventivo segue generalmente alcune fasi ben definite.
1. Primo contatto con il provider
Il primo passaggio consiste nel contattare un provider di welfare aziendale attraverso:
- form di contatto sul sito
- richiesta diretta al team commerciale
- appuntamento di consulenza
In questa fase vengono raccolte le informazioni preliminari sull’azienda.
2. Analisi delle esigenze aziendali
Successivamente il provider effettua una valutazione più approfondita della situazione aziendale.
Questa fase può includere:
- analisi della popolazione aziendale
- valutazione delle politiche HR esistenti
- identificazione dei bisogni dei dipendenti
- analisi delle opportunità fiscali
L’obiettivo è comprendere quali benefit aziendali possano generare maggiore valore per l’organizzazione.
3. Progettazione della proposta welfare
Sulla base delle informazioni raccolte viene progettata una proposta personalizzata che può includere:
- piattaforma digitale welfare
- catalogo di benefits aziendali
- servizi di consulenza normativa
- supporto amministrativo.
La proposta include generalmente anche una simulazione economica del piano.
4. Presentazione del preventivo
Il provider presenta quindi il preventivo all’azienda, illustrando:
- i servizi inclusi
- i costi di gestione
- i vantaggi fiscali
- le modalità di implementazione.
In questa fase è possibile confrontare diverse opzioni e definire il modello di welfare più adatto.
Perché affidarsi a un provider specializzato
Progettare un piano welfare richiede competenze che spaziano tra ambiti diversi:
- normativa fiscale
- gestione HR
- tecnologia per la gestione dei benefit
- network di servizi per i dipendenti.
Per questo motivo molte aziende scelgono di affidarsi a provider specializzati come Epassi Italia, che integrano consulenza, tecnologia e gestione operativa dei benefit aziendali in un unico sistema.
Un supporto professionale consente di:
- progettare un piano welfare realmente utilizzato dai dipendenti
- ottimizzare i vantaggi fiscali previsti dalla normativa
- semplificare la gestione amministrativa
- monitorare l’utilizzo dei servizi nel tempo.
In sintesi
Richiedere un preventivo per un piano di welfare aziendale non significa soltanto conoscere i costi di un servizio, ma avviare un processo di analisi che permette all’azienda di progettare una strategia efficace di gestione delle risorse umane.
Per una PMI manifatturiera, e in particolare per le imprese che applicano il welfare aziendale metalmeccanici, questo passaggio può rappresentare l’inizio di un percorso di innovazione delle politiche HR, capace di migliorare il benessere dei dipendenti e la competitività dell’impresa.