L'azienda può avere un ruolo sociale? Le scelte aziendali possono incidere sul benessere della comunità in senso più ampio, andando a influenzare il territorio e la società che la ospita e la circonda? E se sì, come questo può influire positivamente sull'ambiente e sul benessere del lavoro?
In questo articolo vediamo cos'è il welfare territoriale, come funziona, perché la collaborazione tra privati ed enti locali è così importante, quali sono gli esempi italiani più rilevanti e i vantaggi concreti per aziende e comunità.
Cos’è il Welfare Territoriale?
Il welfare territoriale è una branca del welfare aziendale che mira al benessere sociale e si concentra sulla promozione della coesione sociale all'interno di specifiche comunità locali o territoriali. A differenza delle politiche di welfare puramente nazionali o regionali, si fonda su un principio chiaro: le soluzioni ai problemi sociali sono spesso meglio affrontabili a livello locale, tenendo conto delle specificità, delle risorse e delle esigenze delle comunità stesse.
In un momento in cui le città e i territori stanno ripensando i propri paradigmi di funzionamento, anche nuovi modi di lavorare risultano necessari, creando una rete di imprese ed enti locali. È qui che il welfare territoriale entra in gioco.
Questo approccio prevede la collaborazione tra diverse istituzioni locali: amministrazioni comunali, organizzazioni non governative, associazioni di volontariato, istituti educativi e aziende del territorio. Queste entità lavorano insieme per identificare i bisogni della comunità e sviluppare strategie e interventi mirati per migliorare la qualità della vita delle persone che vivono in quel determinato territorio.
L'obiettivo del welfare territoriale è creare una rete integrata di servizi e risorse, capace di soddisfare le esigenze della comunità in modo efficace ed efficiente, promuovendo nel contempo l'inclusione sociale, la partecipazione attiva e la coesione comunitaria.
Una governance multilivello, multi-attore può così mettere in atto iniziative territoriali sul fronte del lavoro, della formazione, dei servizi alla persona e alla famiglia, con l'obiettivo di favorire sia il work-life balance che l'innovazione.
Le iniziative di welfare territoriale possono includere una vasta gamma di servizi e programmi, tra cui sostegno all'occupazione, assistenza sanitaria e sociale, educazione, cultura, alloggio e servizi per l'infanzia.
La cornice giuridica: contratto di rete e accordo territoriale
Sul piano giuridico, il welfare territoriale si attua attraverso due strumenti principali.
Accordo collettivo territoriale. Stipulato con le rappresentanze sindacali a livello territoriale, si colloca tra la contrattazione collettiva nazionale (CCNL) e quella aziendale. Le imprese di un determinato territorio possono aderire a un accordo già esistente o stipularne uno nuovo, anche tramite una rete di imprese.
Contratto di rete. Strumento giuridico che consente a più imprese indipendenti di aggregarsi per condividere progetti, investimenti e risorse. Nel welfare territoriale, il contratto di rete permette in particolare alle PMI di mettere in comune budget e competenze, accedendo a soluzioni di welfare normalmente disponibili solo per grandi imprese.
Questa cornice rende il welfare territoriale particolarmente adatto al tessuto produttivo italiano, fatto in larga parte di piccole e medie imprese che, da sole, faticherebbero a strutturare un piano welfare completo.
Welfare Territoriale e volontariato d'impresa: le differenze
Spesso si tende a confondere welfare territoriale e volontariato d'impresa, che non sono la stessa cosa.
Cos'è il volontariato d'impresa?
Il volontariato d'impresa è un'attività in cui le aziende incoraggiano o permettono ai propri dipendenti di dedicare del tempo e delle risorse per svolgere attività di beneficenza o di utilità sociale.
Tali iniziative possono assumere varie forme: coinvolgimento in progetti di volontariato sul territorio, partecipazione a eventi di raccolta fondi, sponsorizzazione di attività di volontariato organizzate da organizzazioni non profit, e così via. Le aziende possono incoraggiarlo mettendo a disposizione tempo retribuito, concedendo permessi speciali, fornendo finanziamenti o risorse per i progetti, organizzando eventi di volontariato aziendale.
I benefici sono concreti: per le aziende il volontariato d'impresa migliora la reputazione, aumenta il coinvolgimento e la soddisfazione dei dipendenti, favorisce lo sviluppo di competenze trasversali e di leadership; per le comunità rappresenta servizi e risorse aggiuntive, oltre che un impatto positivo su cause locali.
Cosa cambia tra welfare territoriale e volontariato d'impresa?
I due concetti sono correlati ma distinti. Differiscono nettamente per approccio, attori coinvolti e obiettivi.
In sintesi: il welfare territoriale costruisce sistema, il volontariato d'impresa costruisce esperienza. Sono complementari, non alternativi: molte aziende li integrano in una strategia di responsabilità sociale unitaria.
Esempi di Welfare Territoriale in Italia
L'Italia, complice il tessuto di PMI e una forte tradizione di concertazione territoriale, è un laboratorio interessante. Alcuni dei progetti più significativi.
Welfare di Marca (Marche). Promosso dall'Unione dei Comuni "Le Terre della Marca Senone" nelle valli del Misa e del Nevola, è un esempio chiaro di welfare aziendale territoriale. Coinvolge aziende, lavoratori, fornitori locali e amministrazioni in un circuito chiuso: i dipendenti spendono il proprio credito welfare presso esercenti convenzionati del territorio, sostenendo l'economia di prossimità.
SloWelfare (Lombardia). Iniziativa finanziata da Regione Lombardia con capofila SloWorking e il Comune di Vimercate. Nasce per portare welfare aziendale e conciliazione vita-lavoro alle micro e piccole imprese del territorio, che da sole non potrebbero accedervi.
Distretto Bassa Romagna, Valoriamo, Oristano Welfare. Tre progetti distinti che condividono la stessa logica: trasformare i fringe benefit in buoni spendibili presso attività di prossimità (mercerie, fiorai, panetterie, parrucchieri, professionisti) invece che nella grande distribuzione, valorizzando il commercio locale.
Alto Milanese: welfare e ASST. Esempio di integrazione pubblico-privato: attraverso la contrattazione tra parti sociali, alcune imprese del territorio consentono ai dipendenti di richiedere pacchetti di prestazioni direttamente alle Aziende Sociali Territoriali pubbliche (ASST) che gestiscono i Piani di Zona.
PoEMA (Polo Europeo Microfusioni Aerospaziali). Contratto territoriale del 2016 che lega 15 imprese del territorio irpino, con un piano di welfare comune che include assistenza sanitaria integrativa, asili nido, servizio bus, mensa e fisioterapie.

Welfare Territoriale e sostenibilità
Potrebbe non risultare immediato come collegamento, ma il welfare territoriale può impattare positivamente anche sulla sostenibilità ambientale.
Il welfare territoriale può infatti includere la promozione di pratiche sostenibili all'interno della comunità: politiche di gestione dei rifiuti, implementazione di energie rinnovabili, mobilità sostenibile e conservazione delle risorse naturali.
I progetti possono comprendere attività di educazione e sensibilizzazione ambientale per la comunità locale, che mirino a promuovere la consapevolezza sui temi legati all'ambiente e ad incoraggiare comportamenti sostenibili tra i cittadini.
Anche tramite progetti di riqualificazione urbana si può migliorare la qualità della vita sia dei lavoratori che dei cittadini residenti e promuovere la sostenibilità: creazione di spazi verdi, riqualificazione di aree industriali dismesse, riduzione dell'inquinamento atmosferico e acustico.
Il welfare territoriale può infine favorire la creazione di posti di lavoro verdi: nelle energie rinnovabili, nell'efficienza energetica, nella gestione dei rifiuti e in altre attività legate alla sostenibilità ambientale, contribuendo a una crescita economica sostenibile della comunità.

Una rete di imprese ed enti locali per favorire la crescita del territorio
Il concetto di fare rete nel welfare territoriale è di fondamentale importanza per cinque ragioni principali.
1. Ottimizzazione del lavoro. Lavorando insieme, le parti coinvolte possono raggiungere risultati che sarebbero altrimenti difficili da ottenere singolarmente.
2. Ottimizzazione delle risorse. La rete consente di sfruttare le competenze complementari delle organizzazioni coinvolte, evitando duplicazioni e sprechi.
3. Ampliamento del concetto di benessere. Identificando in modo più completo i bisogni della comunità, si sviluppano soluzioni più adatte e comprensive.
4. Scambio di conoscenze e buone pratiche. La rete favorisce lo scambio di esperienze, il cambiamento e l'apprendimento reciproco tra aziende e istituzioni.
5. Sostenibilità a lungo termine. Creando legami stabili tra organizzazioni e istituzioni, si promuove la collaborazione continuativa e la condivisione delle risorse nel tempo.
Fare rete nel welfare territoriale è quindi essenziale per massimizzarne l'efficacia: nessun attore, da solo, può davvero rispondere alla complessità dei bisogni di una comunità.
Welfare Territoriale e benessere delle persone
L'implementazione di percorsi di welfare territoriale è un modo per rispondere a nuovi bisogni sociali, derivanti dalla combinazione di una serie di cambiamenti in atto: demografici, economici, sociali e culturali. Tali evoluzioni hanno avuto un impatto notevole sui valori e sulle necessità della popolazione, che oggi richiede nuove soluzioni.
A tal scopo, le aziende e la pubblica amministrazione possono avere un ruolo cruciale come generatori di benessere.
Il welfare territoriale attiva collaborazioni utili tra più attori sociali, favorendo lo sviluppo e il cambiamento degli assetti organizzativi locali e rispettando le caratteristiche dei singoli contesti produttivi, inserendosi anche in tessuti demografici profondamente differenziati.
Il welfare aziendale e territoriale, in concomitanza con lo smart working, va indiscutibilmente anche a rafforzare i meccanismi di sostegno alla famiglia.

I vantaggi del Welfare territoriale
I vantaggi del welfare territoriale, sia per l'azienda che per il dipendente, includono:
Benessere. Favorendo un miglioramento del clima aziendale e un ambiente di lavoro positivo e solidale, si favorisce la coesione di squadra e la produttività.
Sostenibilità. Oggi un punto chiave per imprese e istituzioni, nel rispetto dell'Agenda 2030 ONU, che mira al raggiungimento di 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) entro il 2030.
Inclusione. Tramite la condivisione di esperienze e servizi che tengono conto delle diversità, si favorisce la crescita del senso di comunità.
Brand reputation. Partecipare a iniziative di welfare territoriale può migliorare la percezione pubblica dell'azienda, mostrando un impegno tangibile per il benessere delle comunità in cui opera. Secondo The Guardian, il 42% dei lavoratori vorrebbe lavorare in un'azienda che ha un impatto positivo sul mondo.
Evoluzione smart. Partecipare a iniziative di welfare territoriale può offrire nuove opportunità di sviluppo di competenze trasversali, personali e professionali, inclusa la leadership, il problem solving e la gestione del tempo.
Efficienza. Il welfare territoriale è un modo concreto per migliorare i processi organizzativi, favorendo il confronto creativo tra stakeholder nella rete e implementando nuove iniziative e modalità di lavoro.
Aumento dell'engagement dei dipendenti. Offrire opportunità di partecipazione a progetti di volontariato e iniziative locali può aumentare il senso di appartenenza all'azienda e il coinvolgimento nel lavoro, riducendo problematiche come la sindrome da burnout e la disaffezione al lavoro.
Attrazione e retention dei talenti. Le aziende che si impegnano anche in iniziative locali e territoriali possono rivelarsi più attraenti per i potenziali nuovi dipendenti, che valutano non solo l'aspetto finanziario dell'azienda, ma anche il suo impatto sociale e ambientale.
Vantaggi fiscali. Si applicano gli stessi vantaggi del welfare aziendale (art. 51 TUIR): esenzione da imposte e contributi per il dipendente, deducibilità integrale per l'azienda.

Gli obiettivi del Welfare territoriale
In conclusione, gli obiettivi del welfare territoriale sono riassumibili in quattro punti:
1. Avviare un nuovo modo di vivere il territorio, attribuendo all'azienda un nuovo ruolo sociale.
2. Favorire un dialogo costruttivo tra aziende locali e stakeholder, per ridimensionare l'attrattività e le politiche pubbliche del territorio.
3. Promuovere laboratori, attività e hub permanenti, con il fine di favorire l'innovazione del lavoro e la collaborazione.
4. Condividere, condividere, condividere: avviare un flusso di interscambio di modelli ed esperienze per dar vita a scenari nuovi e idee innovative.
In un Paese fatto di distretti, filiere e comunità, il welfare territoriale non è un'utopia: è già realtà in molte esperienze concrete. Ed è una delle direzioni più promettenti per le imprese che vogliono coniugare competitività, attenzione alle persone e responsabilità sociale.
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FAQ - Domande frequenti sul Welfare Territoriale